Regime forfettario: coefficiente ATECO, tabella 2026 e calcolo del reddito imponibile

Regime forfettario: coefficiente ATECO, tabella 2026 e calcolo del reddito imponibile

Tema: Fiscalità

Tasse, detrazioni e adempimenti utili per chi gestisce redditi e patrimonio.

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Regime forfettario e coefficiente ATECO: cosa significa nel 2026

Il regime forfettario coefficiente ATECO è il meccanismo con cui lo Stato traduce il fatturato incassato in reddito imponibile senza analizzare le spese reali. Invece di tenere contabilità analitica e dedurre ogni costo, applichi una percentuale fissa — il coefficiente di redditività — ai ricavi o compensi percepiti nel periodo d'imposta. Quel coefficiente dipende dal settore economico in cui rientra la tua attività, individuato dal codice ATECO iscritto in Camera di Commercio o nel Registro delle Imprese.

La norma di riferimento resta l'art. 1, commi 54-89, della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014), con i coefficienti elencati nell'Allegato 4. Per il 2026 la Legge di Bilancio (L. 199/2025) non ha modificato né le percentuali né la soglia di accesso: limite di ricavi e compensi a 85.000 euro, imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti), uscita immediata oltre 100.000 euro con obbligo IVA sulle operazioni che superano la soglia.

Perché il coefficiente ATECO conta così tanto? Perché determina quanta parte del fatturato viene tassata. Tra il minimo del 40% (commercio alimentare, ristorazione, molte attività di vendita) e il massimo dell'86% (costruzioni e attività immobiliari) la differenza sullo stesso incasso può superare il 10% del fatturato lordo in termini di imposta sostitutiva e contributi INPS. Un consulente informatico con 60.000 euro di compensi e coefficiente 78% paga su una base imponibile molto più alta di un negoziante con lo stesso fatturato al 40%.

Questa guida spiega la tabella ufficiale 2026, la formula passo passo, esempi numerici per i settori più frequenti, le regole transitorie dopo l'introduzione dell'ATECO 2025 (D.Lgs. 81/2025) e gli errori da evitare in dichiarazione. Per una simulazione immediata usa il calcolatore regime forfettario; per il quadro generale del regime consulta la guida al regime forfettario 2026 e l'hub Partita IVA.

Disclaimer: contenuto informativo. Non sostituisce parere fiscale personalizzato né le istruzioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate.

Tabella coefficienti di redditività forfettario 2026 per codice ATECO

I coefficienti di redditività nel regime forfettario sono sei percentuali fisse, definite una volta per legge nell'Allegato 4 della L. 190/2014 e confermate senza modifiche anche per il 2026. Non variano in base al fatturato, alla dimensione dell'impresa o al comune di residenza: cambiano solo se cambi attività prevalente (e quindi codice ATECO) o se il legislatore approva una nuova tabella (come previsto per l'ATECO 2025, ancora non pubblicata).

Gruppo di attività (Allegato 4 L. 190/2014)CoefficienteQuota non tassataCodici ATECO 2007 principali
Industrie alimentari e delle bevande40%60%10, 11
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione autoveicoli40%60%45; 46.2–46.9; 47.1–47.7; 47.9
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%60%47.81
Servizi di alloggio e ristorazione40%60%55, 56
Commercio ambulante di altri prodotti54%46%47.82, 47.89
Intermediari del commercio (agenti, rappresentanti)62%38%46.1
Altre attività economiche (manifattura, trasporti, IT, artigianato generico, servizi alla persona, ecc.)67%33%01–03, 05–09, 12–39, 49–53, 58–63, 77–82, 84, 90–96, 97–99 e tutti i codici non elencati altrove
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%22%64–66, 69–75, 85–88
Costruzioni e attività immobiliari86%14%41, 42, 43, 68

Alcune attività ricadono in gruppi diversi da quanto intuitivo. Un agente di commercio (46.1) paga al 62%, non al 40% del commercio al dettaglio. Un sviluppatore software (62.01) rientra nel 67% "altre attività", mentre un avvocato (69.10) o un architetto (71.11) sono al 78%. Un idraulico o un impresa edile possono trovarsi al 86% se il codice ricade nelle costruzioni (43.xx).

Il coefficiente si applica ai ricavi o compensi percepiti (principio di cassa), non ai corrispettivi fatturati ma non incassati. Per chi emette fattura elettronica in forfettario, l'incasso resta la regola determinante: tieni traccia dei pagamenti ricevuti, non solo del fatturato.

Per approfondire la scelta del codice e i vincoli di ammissibilità al regime, vedi anche codice ATECO e regime forfettario e soglie forfettario 2026.

Formula: come si calcola il reddito imponibile con il coefficiente ATECO

Il calcolo del reddito nel regime forfettario segue una sequenza precisa, codificata dall'art. 1, comma 58, L. 190/2014 e ripetuta nelle istruzioni del modello Redditi PF. Ecco i passaggi operativi per l'anno d'imposta 2026 (redditi percepiti nel 2026, dichiarati nel 2027).

Passo 1 — Reddito forfettario

Reddito forfettario = Ricavi o compensi percepiti × Coefficiente di redditività ATECO

Esempio: consulente del lavoro con 50.000 euro incassati e coefficiente 78% → reddito forfettario = 50.000 × 78% = 39.000 euro.

Passo 2 — Contributi previdenziali deducibili

Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno (INPS Gestione Separata, INPS artigiani/commercianti, cassa professionale). I contributi non deducibili o volontari eccedenti non abbassano la base imponibile ai fini dell'imposta sostitutiva.

Per i liberi professionisti senza cassa propria, la Gestione Separata INPS applica — secondo la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 — un'aliquota del 26,07% sul reddito imponibile previdenziale (25% IVS + 0,72% prestazioni assistenziali + 0,35% ISCRO). Chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria versa il 24%.

Reddito imponibile fiscale = Reddito forfettario − Contributi previdenziali deducibili

Passo 3 — Imposta sostitutiva

Sul reddito imponibile si applica l'imposta sostitutiva:

  • 15% — regime standard (dal sesto anno di attività o se non rientri nei requisiti agevolati)
  • 5% — prime cinque annualità per le nuove attività che rispettano i requisiti (nessuna attività d'impresa/autonoma simile nei tre anni precedenti, ecc.)

Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × Aliquota (5% o 15%)

L'imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP: non si calcolano scaglioni IRPEF separati.

Passo 4 — Contributi INPS (versamento)

I contributi INPS si calcolano e versano autonomamente dall'imposta sostitutiva. Per la Gestione Separata la base è il reddito forfettario (prima della deduzione fiscale). Per artigiani e commercianti valgono minimi fissi sul reddito minimo più aliquote sul reddito eccedente; i forfettari possono richiedere la riduzione del 35% con comunicazione INPS entro il 28 febbraio, e chi si iscrive per la prima volta può beneficiare del 50% per i primi 36 mesi (misure confermate per il 2026).

Schema riassuntivo:

VoceFormula / nota
Incassi annuiDato di partenza (cassa)
× Coefficiente ATECO40% – 86% secondo tabella
= Reddito forfettarioBase prima dei contributi
− Contributi deducibiliINPS/cassa obbligatori
= Reddito imponibileBase imposta sostitutiva
× 5% o 15%Imposta sostitutiva dovuta
+ Contributi INPSOnere separato (non incluso nell'imposta)

Verifica i numeri con il calcolatore forfettario 2026 dell'hub Partita IVA o con lo strumento generale MonEconomy, selezionando il coefficiente corretto.

Esempi numerici: stesso fatturato, coefficiente ATECO diverso

Confrontare scenari con lo stesso incasso ma coefficienti diversi aiuta a capire l'impatto reale del codice ATECO nel regime forfettario. Negli esempi seguenti assumiamo: compensi incassati 50.000 euro, aliquota sostitutiva al 15%, professionista in Gestione Separata INPS al 26,07% sul reddito forfettario, nessun altro reddito.

Esempio A — Coefficiente 78% (professionista sanitario o legale)

  • Reddito forfettario: 50.000 × 78% = 39.000 €
  • INPS (26,07% su 39.000): ≈ 10.167 €
  • Reddito imponibile: 39.000 − 10.167 = 28.833 €
  • Imposta sostitutiva 15%: ≈ 4.325 €
  • Totale imposte + contributi: ≈ 14.492 €
  • Netto indicativo: ≈ 35.508 € (71% del fatturato)

Esempio B — Coefficiente 67% (consulente IT, designer, traduttore)

  • Reddito forfettario: 50.000 × 67% = 33.500 €
  • INPS: ≈ 8.733 €
  • Reddito imponibile: 24.767 €
  • Imposta sostitutiva 15%: ≈ 3.715 €
  • Totale imposte + contributi: ≈ 12.448 €
  • Netto indicativo: ≈ 37.552 €

Rispetto all'esempio A, con 11 punti percentuali in meno sul coefficiente risparmi circa 2.000 euro annui a parità di fatturato.

Esempio C — Coefficiente 40% (ristoratore, negozio al dettaglio)

  • Reddito forfettario: 50.000 × 40% = 20.000 €
  • INPS artigiano/commerciante (stima semplificata Gestione Commercianti, con riduzione 35%): contributi indicativi ≈ 4.500–5.500 € a seconda del minimale
  • Reddito imponibile dopo deduzione: ≈ 15.000–16.000 €
  • Imposta sostitutiva 15%: ≈ 2.250–2.400 €
  • Totale oneri indicativo: ≈ 7.000–8.000 €
  • Netto indicativo: ≈ 42.000–43.000 €

Esempio D — Coefficiente 86% (impresa edile)

  • Reddito forfettario: 50.000 × 86% = 43.000 €
  • INPS artigiano (stima): ≈ 9.000–11.000 €
  • Reddito imponibile: ≈ 32.000–34.000 €
  • Imposta sostitutiva 15%: ≈ 4.800–5.100 €
  • Totale oneri: ≈ 14.000–16.000 €
  • Netto indicativo: ≈ 34.000–36.000 €

Aliquota agevolata al 5%

Se rientri nei requisiti per l'imposta sostitutiva al 5% (nuova attività, primi cinque anni), l'imposta si riduce a un terzo. Nell'esempio A l'imposta scenderebbe da circa 4.325 a 1.442 euro, con risparmio di quasi 2.900 euro solo sull'imposta (i contributi INPS restano invariati).

CoefficienteReddito forfettario (50k incassi)Imposta 15% (dopo INPS sep.)Carico totale stimato
40%20.000 €≈ 2.300 €≈ 15%
67%33.500 €≈ 3.715 €≈ 25%
78%39.000 €≈ 4.325 €≈ 29%
86%43.000 €≈ 4.900 €≈ 30–32%

Regola pratica per accantonamento: con coefficiente 78% conviene mettere da parte almeno il 28–32% degli incassi; con 40% e riduzione INPS anche il 15–18% può bastare, salvo acconti e spese personali.

ATECO 2025 e coefficiente forfettario: regime transitorio (D.Lgs. 81/2025)

Dal 1° gennaio 2025 (con adozione operativa dal 1° aprile 2025) è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, con codici e descrizioni aggiornati. Molti professionisti hanno aggiornato il codice in visura, ma i coefficienti di redditività del regime forfettario restano quelli dell'Allegato 4 L. 190/2014, calibrati sulla vecchia classificazione ATECO 2007.

L'art. 1 del D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81 (decreto correttivo) stabilisce esplicitamente che, fino all'approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base dell'ATECO 2025, i contribuenti forfettari continuano a determinare il reddito imponibile applicando le percentuali dell'Allegato 4 individuate secondo il codice ATECO 2007 corrispondente all'attività svolta.

Conseguenza pratica per la dichiarazione dei redditi 2026 (redditi 2025): nel quadro LM del modello Redditi PF compaiono due riferimenti ATECO:

  • Rigo LM21, colonna 4 — codice ATECO 2025 (descrittivo, attività prevalente secondo la nuova nomenclatura)
  • Rigo LM22, colonna 1 — codice ATECO 2007 da cui deriva il coefficiente di redditività applicabile

Indicare per errore solo il codice 2025 al posto di quello 2007 può far scattare un coefficiente più alto. Esempio citato nella prassi fiscale 2026: un'officina meccanica passata dal codice 2007 45.20.10 (coefficiente 40%) al codice 2025 95.31.10 non deve usare il 67% delle "altre attività": in LM22 va riportato il codice 2007 corretto per mantenere il 40%.

Per il raccordo tra vecchia e nuova classificazione consulta le tabelle ISTAT di corrispondenza. Se hai cambiato attività reale (non solo codice), verifica con il commercialista quale codice 2007 richiama il coefficiente giusto.

Fino a quando il Governo non pubblicherà la nuova tabella coefficienti ATECO 2025, la regola transitoria resta in vigore anche per i redditi percepiti nel 2026. Non esistono, alla data di aggiornamento di questa guida, coefficienti ufficiali diversi dal 40%-54%-62%-67%-78%-86% sopra riportati.

Più codici ATECO, cambio attività e coefficienti multipli

Il coefficiente di redditività nel regime forfettario si applica all'attività prevalente. Se svolgi una sola attività, un solo codice ATECO e un solo coefficiente. La situazione si complica con attività miste o cambi in corso d'anno.

Attività multiple con codici ATECO diversi

Secondo la Circolare dell'Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016, se eserciti contemporaneamente più attività contraddistinte da codici ATECO differenti devi:

  1. Imputare ricavi e compensi a ciascuna attività (tenuta di un prospetto analitico, anche semplice)
  2. Applicare a ogni blocco di incassi il coefficiente corrispondente a quell'attività
  3. Sommare i redditi forfettari parziali per ottenere il reddito forfettario complessivo

Esempio: Partita IVA con 30.000 euro da consulenza informatica (67%) e 20.000 euro da corsi di formazione (78%): reddito forfettario = (30.000 × 67%) + (20.000 × 78%) = 20.100 + 15.600 = 35.700 euro, non 50.000 × un coefficiente unico.

Attenzione: se la somma dei ricavi supera 85.000 euro perdi l'accesso al forfettario l'anno successivo; oltre 100.000 euro esci immediatamente con IVA sulle operazioni oltre soglia.

Cambio codice ATECO in corso d'anno

Puoi comunicare la variazione di attività (modello AA7/10 o procedura telematica CCIAA). Se il cambio modifica il gruppo di coefficiente (es. da commercio 40% a professione 78%), per l'anno del cambio di solito si applica il coefficiente dell'attività prevalente o si ripartono gli incassi per periodo — verifica con il commercialista il criterio corretto in base alla data effettiva di inizio nuova attività.

Coefficiente "sbagliato": rischi

Usare un coefficiente inferiore al dovuto (sottovalutazione reddito) espone a accertamento e sanzioni. Usare un coefficiente superiore al necessario significa pagare più imposta del dovuto: puoi chiedere rimborsi in dichiarazione se hai versato acconti eccessivi, ma la prevenzione resta la scelta corretta del codice fin dall'apertura.

Prima di aprire la Partita IVA confronta il coefficiente del settore target con un'eventuale attività collaterale. Per chi valuta il passaggio al regime ordinario, il coefficiente alto (78%-86%) rende meno penalizzante la mancata deduzione delle spese reali; con molte spese documentate l'ordinario può convenire — usa il confronto forfettario vs ordinario.

Acconti, strumenti MonEconomy e errori sul coefficiente ATECO

Conoscere il coefficiente ATECO nel regime forfettario non basta per la cassa aziendale: devi anche rispettare le scadenze di versamento e evitare errori ricorrenti in dichiarazione.

Acconti imposta sostitutiva 2026

I forfettari versano l'imposta sostitutiva con acconti e saldo secondo il calendario IRPEF (art. 1, comma 63, L. 190/2014):

  • 30 giugno — saldo anno precedente + primo acconto (40% dell'imposta dovuta)
  • 30 novembre — secondo acconto (60%)

Gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente; al primo anno non ci sono acconti, solo saldo. I contributi INPS seguono scadenze distinte (Gestione Separata: 16 febbraio, 31 maggio, ecc.; artigiani/commercianti: rate trimestrali fisse + eccedenza).

Strumenti MonEconomy consigliati

Errori frequenti sul coefficiente ATECO forfettario

  1. Confondere ATECO 2025 con ATECO 2007 in dichiarazione (LM21 vs LM22): rischio coefficiente errato dopo il D.Lgs. 81/2025.
  2. Usare il coefficiente del settore "desiderato" invece di quello dell'attività effettivamente prevalente: il codice deve rispecchiare i ricavi reali.
  3. Applicare un solo coefficiente con attività miste: va ripartito per codice ATECO.
  4. Calcolare l'imposta sul fatturato lordo ignorando il coefficiente: l'aliquota 15% non si applica agli incassi ma al reddito imponibile post-contributi.
  5. Dimenticare i contributi INPS nel budget: pesano quanto o più dell'imposta sostitutiva, specialmente al 78%-86%.
  6. Non aggiornare il coefficiente dopo un cambio attività che sposta il codice in altra fascia (es. da commercio a professione).

Il regime forfettario coefficiente ATECO resta uno dei pilastri della fiscalità delle Partite IVA italiane: capire quale percentuale si applica ai tuoi incassi è il primo passo per stimare tasse, accantonamenti e convenienza rispetto al regime ordinario. MonEconomy pubblica guide e simulatori a scopo informativo; per la compilazione del modello Redditi, scelta del codice e verifica dei casi limite rivolgiti a un commercialista o alle schede ufficiali dell'Agenzia delle Entrate sul regime forfettario.

Domande frequenti

Cos'è il coefficiente di redditività nel regime forfettario?

È la percentuale (da 40% a 86%) con cui si moltiplicano ricavi o compensi percepiti per ottenere il reddito forfettario. Dipende dal codice ATECO dell'attività e dall'Allegato 4 della L. 190/2014. Non si deducono le spese reali.

Quali sono i coefficienti ATECO forfettario nel 2026?

Restano invariati: 40% (commercio alimentare, dettaglio, ristorazione), 54% (ambulante non alimentare), 62% (intermediari commercio), 67% (altre attività economiche), 78% (professioni, sanità, finanza), 86% (costruzioni e immobiliare). La Legge di Bilancio 2026 non li ha modificati.

Come si calcola il reddito imponibile forfettario con il coefficiente ATECO?

Reddito forfettario = incassi × coefficiente ATECO. Reddito imponibile = reddito forfettario meno contributi previdenziali obbligatori deducibili. Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 5% o 15%.

ATECO 2025 cambia il coefficiente nel regime forfettario?

No, finché non sarà approvata una nuova tabella. Il D.Lgs. 81/2025 impone di usare i coefficienti dell'Allegato 4 L. 190/2014 basati sull'ATECO 2007. In dichiarazione (quadro LM) si indicano entrambi i codici: 2025 descrittivo e 2007 per il coefficiente.

Cosa succede se ho più codici ATECO in forfettario?

Devi imputare gli incassi a ciascuna attività e applicare il coefficiente corrispondente a ogni blocco, poi sommare i redditi forfettari parziali (Circ. AdE 10/E/2016). La somma dei ricavi totali deve restare entro le soglie del regime.

Quale coefficiente ATECO ha un freelance o consulente informatico?

In genere 67% (divisione 62 — attività informatiche rientra nelle 'altre attività economiche'). Professioni regolamentate (avvocato, architetto, medico) sono al 78%. Verifica il codice ATECO specifico in visura.

Il coefficiente forfettario si applica su fatturato o incassi?

Sugli incassi percepiti (principio di cassa), non sui corrispettivi fatturati ma non riscossi. Il coefficiente ATECO si moltiplica per l'importo effettivamente incassato nel periodo d'imposta.

Posso simulare tasse e netto con il coefficiente ATECO online?

Sì: il calcolatore regime forfettario MonEconomy permette di inserire fatturato, scegliere coefficiente (40%, 67%, 78%, 86%), aliquota 5% o 15% e vedere reddito imponibile, INPS, imposta e netto stimato.