Regime forfettario limite 85.000 euro 2026: soglie, uscita e come calcolarle

Regime forfettario limite 85.000 euro 2026: soglie, uscita e come calcolarle

Tema: Fiscalità

Tasse, detrazioni e adempimenti utili per chi gestisce redditi e patrimonio.

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Regime forfettario limite 85.000 euro 2026: perché la soglia conta

Il regime forfettario limite 85.000 euro 2026 è la soglia più consultata da freelance, professionisti e piccoli imprenditori italiani che vogliono capire se possono restare nel regime agevolato, quanto possono ancora fatturare e cosa succede se la superano. Non si tratta del reddito imponibile — quello si ottiene applicando il coefficiente ATECO agli incassi — ma del fatturato lordo percepito: ricavi per le imprese, compensi per i professionisti, conteggiati con il principio di cassa.

La norma di riferimento resta l'art. 1, commi 54-89, della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014), come modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), che ha innalzato la soglia da 65.000 a 85.000 euro. Per il 2026 la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) non ha ulteriormente modificato questa cifra: l'Agenzia delle Entrate conferma sulle schede aggiornate al luglio 2026 il limite di accesso e permanenza a 85.000 euro, con la causa di uscita immediata oltre 100.000 euro (introdotta sempre dalla L. 197/2022, Circolare AdE n. 32/E del 5 dicembre 2023).

Confondere le due soglie — 85.000 e 100.000 euro — è uno degli errori più costosi: il superamento del primo limite non ti espelle dal forfettario nell'anno in corso, mentre oltre 100.000 euro il regime cessa immediatamente e devi applicare l'IVA sulle operazioni successive allo sforamento. Per chi ha Partita IVA da pochi mesi entra in gioco anche il ragguagliamento ad anno, che riduce la soglia proporzionalmente ai giorni di attività.

In questa guida trovi la tabella operativa 2026, cosa entra e cosa esclude dal computo (compresi i rimborsi analitici dal 2025), esempi numerici passo passo e come usare il calcolatore regime forfettario MonEconomy per simulare imposta e netto. Per il quadro generale consulta anche la guida al regime forfettario 2026, l'hub regime forfettario Partita IVA e la pagina sul coefficiente ATECO forfettario.

Disclaimer: contenuto informativo. Non sostituisce parere fiscale personalizzato né le istruzioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate.

Normativa 2026: 85.000 € di accesso e 100.000 € di uscita immediata

Il sistema delle soglie del regime forfettario si basa su due numeri fissi, entrambi riferiti ai ricavi o compensi percepiti (non fatturati e non ancora incassati). La Legge di Bilancio 2023 ha riscritto il comma 54 e aggiunto al comma 71 la causa di cessazione immediata; per il 2026 queste regole restano in vigore senza adeguamenti.

SogliaValore 2026Quando si verificaEffetto
Limite di accesso/permanenza85.000 €Ricavi/compensi dell'anno precedente (ragguagliati ad anno se attività nuova)Se superato nell'anno precedente, non puoi applicare il forfettario nell'anno successivo (regime ordinario)
Superamento in corso d'anno85.001 – 99.999 €Incassi nell'anno in corsoResti in forfettario per tutto l'anno; esci dall'1 gennaio dell'anno dopo
Uscita immediata100.000 €Incasso che porta oltre 100.000 € nell'anno in corsoCessazione forfettario nell'anno stesso; IVA sulle operazioni che determinano lo sforamento

Il requisito degli 85.000 euro va verificato contemporaneamente ad altre condizioni previste dal comma 54: spese per lavoro dipendente, collaboratori e lavoro accessorio non superiori a 20.000 euro lordi nell'anno precedente; assenza dalle cause di esclusione (partecipazioni in SRL con attività riconducibile, attività prevalente verso ex datore di lavoro, ecc.). Per gli anni 2025 e 2026 il limite sui redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell'anno precedente è temporaneamente elevato a 35.000 euro (invece di 30.000), salvo eccezioni per cessazione del rapporto di lavoro.

La Circolare AdE n. 32/E/2023 chiarisce che il superamento degli 85.000 euro in corso d'anno non pregiudica la permanenza nel regime nell'annualità del superamento: paghi l'imposta sostitutiva al 5% o 15% come sempre. L'effetto si manifesta l'anno dopo, quando devi passare al regime ordinario con IRPEF a scaglioni, IVA in fattura, deduzione analitica dei costi e obblighi contabili più articolati. Il superamento dei 100.000 euro, invece, attiva conseguenze immediate anche sull'IVA: l'imposta è dovuta a partire dalle operazioni che comportano lo sforamento, con integrazione della fattura o nota di debito (Circ. 32/E/2023).

Storicamente la soglia era 65.000 euro fino al 2022; dal 1° gennaio 2023 è salita a 85.000. Chi nel 2022 era già forfettario con ricavi fino a 85.000 ha potuto restare nel regime nel 2023 senza uscire per il solo innalzamento legislativo. Nel 2026 non ci sono state ulteriori revisioni: il regime forfettario limite 85000 resta la regola per milioni di Partite IVA individuali.

Cosa entra nel computo degli 85.000 euro (e cosa resta fuori)

Per rispondere correttamente alla domanda sul regime forfettario limite 85000 2026 serve capire quali importi concorrono al conteggio. La regola generale è semplice: contano i ricavi conseguiti (imprenditori, commercianti, artigiani) e i compensi percepiti (professionisti), sempre al netto del principio di cassa — cioè quando il denaro entra effettivamente, non quando emetti la fattura.

Attività multiple: si sommano

Se eserciti più attività con codici ATECO differenti, devi considerare la somma dei ricavi e compensi di tutte le attività (Circ. AdE 10/E/2016). Non puoi «spalmare» il fatturato su più Partite IVA collegate per aggirare la soglia: le cause di esclusione coprono anche partecipazioni e controlli indiretti.

Contributi in conto esercizio

Nel limite rientrano anche i contributi in conto esercizio eventualmente percepiti, ai sensi dell'art. 85 TUIR. Se ricevi un contributo pubblico o un premio legato all'attività d'impresa, verifica se concorre ai ricavi ai fini forfettari.

Anticipazioni per conto del cliente (art. 15 DPR 633/1972)

Le somme riscosse in nome e per conto del committente, con documentazione che provi la natura di anticipazione (es. bollo, tasse, diritti pagati per conto del cliente), non concorrono ai ricavi né alle soglie. Devono essere tenute distinte in fattura e tracciate.

Rimborsi spese analitici (novità dal 2025)

Dal periodo d'imposta 2025, l'art. 54 TUIR (modificato dalla Legge di Bilancio 2025) stabilisce che i rimborsi analitici di spese sostenute per l'esecuzione dell'incarico, addebitati puntualmente al committente, non concorrono a formare il reddito. La dottrina e le indicazioni regionali interpretano che, se qualificati correttamente, non rientrano nemmeno nel computo delle soglie 85.000 e 100.000 euro. Condizioni tipiche:

  • Spesa documentata e addebitata analiticamente in fattura (non forfait generico)
  • Per vitto, alloggio, viaggio e trasporto in Italia: pagamento con strumenti tracciabili (art. 54, comma 2-bis TUIR)
  • Spese sostenute nel 2025 e rimborsate nel 2025 seguono le nuove regole; quelle sostenute entro il 31/12/2024 seguono il trattamento precedente anche se rimborsate dopo

Restano invece compensi imponibili (e quindi contano per la soglia): indennità chilometriche (Interpello AdE n. 270/E/2025), diarie forfettarie, maggiorazioni generiche, rimborsi non analitici. In caso di dubbio sulla qualificazione, adotta un criterio prudente o concordalo con il commercialista.

Cosa non rileva

Non entrano nel limite: IVA (non la fatturi in forfettario), anticipazioni art. 15, rimborsi analitici qualificati. Entra invece tutto ciò che è corrispettivo dell'attività — onorari, provvigioni, vendite, prestazioni — al momento dell'incasso.

Per simulare l'imposta sul reddito forfettario (diverso dalla soglia) usa il calcolatore forfettario 2026 dell'hub Partita IVA.

Ragguagliamento ad anno: limite ridotto se apri la P.IVA a metà 2026

Il regime forfettario limite 85000 2026 non vale sempre per interi 85.000 euro se l'attività inizia in corso d'anno. La legge prevede il ragguagliamento ad anno solo per la soglia di accesso/permanenza (85.000 €), non per quella di uscita immediata (100.000 €). La Circolare AdE n. 32/E/2023 conferma che i 100.000 euro si considerano in termini assoluti, indipendentemente dai giorni di attività.

Formula

Soglia ragguagliata = 85.000 × giorni di attività ÷ 365

I «giorni di attività» vanno calcolati dalla data di inizio effettivo dell'attività (comunicazione di start-up o apertura Partita IVA) al 31 dicembre dello stesso anno. L'anno bisestile non modifica la base 365 prevista dalla prassi consolidata.

Mese di inizio attività (2026)Giorni fino al 31/12Soglia massima incassi (€)
Gennaio36585.000,00
Febbraio33477.780,82
Marzo30671.260,27
Aprile27564.041,10
Maggio24557.054,79
Giugno21449.835,62
Luglio18442.849,32
Agosto15335.630,14
Settembre12228.410,96
Ottobre9221.424,66
Novembre6114.205,48
Dicembre317.219,18

Esempio pratico

Un consulente apre Partita IVA il 1° settembre 2026. Può incassare al massimo 28.410,96 euro entro il 31 dicembre 2026 per restare in forfettario anche nel 2027 (se rispetta gli altri requisiti). Se incassa 35.000 euro, il ragguagliamento ad anno supera gli 85.000 (35.000 × 365/122 ≈ 104.700) e non potrà applicare il forfettario nel 2027.

Attenzione: anche con soglia ragguagliata, se superi 100.000 euro di incassi effettivi nel 2026 esci immediatamente dal regime, con obbligo IVA sulle operazioni successive allo sforamento. Un'apertura a settembre con boom di fatturato può quindi portare fuori dal forfettario già entro dicembre.

Verifica per l'anno successivo

Il ragguagliamento serve a verificare se, nell'anno di start-up, i ricavi/compensi percepiti — rapportati ad anno intero — restano entro 85.000. Chi inizia nel 2026 e rispetta la soglia ragguagliata accede al forfettario anche nel 2027 senza dover «aspettare» un anno intero di storico. Chi invece supera il limite ragguagliato nel primo anno dovrà passare all'ordinario dal 2027.

Scenari numerici: cosa succede vicino a 85.000 e oltre 100.000 euro

Tradurre le soglie in casi concreti aiuta a pianificare fatturato, accantonamenti e passaggio di regime. Gli esempi seguenti assumono un professionista in Gestione Separata INPS, coefficiente 78%, aliquota sostitutiva 15%, nessun altro reddito.

Scenario 1 — Incassi 82.000 € (sotto soglia)

Resti pienamente in forfettario nel 2026 e, se nel 2026 non superi 85.000, anche nel 2027. Reddito forfettario: 82.000 × 78% = 63.960 €. Dopo contributi INPS deducibili (circa 16.700 € al 26,07%), imposta sostitutiva circa 7.100 €. Nessuna IVA in fattura, nessuna rettifica.

Scenario 2 — Incassi 92.000 € (zona 85.001–99.999)

Hai superato gli 85.000 ma non i 100.000. Nel 2026 resti forfettario: paghi imposta sostitutiva su 92.000 × 78% = 71.760 € di reddito forfettario. Dal 1° gennaio 2027 devi passare al regime ordinario: IVA al 22% (o aliquota ridotta) in fattura, IRPEF a scaglioni, deduzione costi reali, registri IVA e contabilità. Non devi integrare le fatture 2026 già emesse senza IVA.

Scenario 3 — Incasso che porta oltre 100.000 € a ottobre

A settembre hai incassato 95.000 €; a ottobre ricevi 8.000 € che portano il totale a 103.000 €. Il forfettario cessa nell'anno 2026 dall'operazione che supera 100.000. Devi:

  • Applicare l'IVA sulle operazioni successive allo sforamento (integrazione fattura o nota di debito per l'importo IVA)
  • Per le imposte dirette, rientrare nel regime ordinario dall'inizio dell'anno (Circ. 32/E/2023): in dichiarazione 2027 dichiari i redditi con metodo ordinario per tutto il 2026
  • Valutare la rettifica IVA non detratta sugli acquisti (art. 19-bis2 DPR 633/1972) per il periodo forfettario

Scenario 4 — Rimborsi analitici e soglia

Professionista con 82.000 € di onorari incassati e 8.000 € di rimborsi analitici qualificati (spese 2025+ pagate con strumenti tracciabili, addebito puntuale). Con la lettura estensiva dell'art. 54 TUIR, il totale rilevante per la soglia resta 82.000 €, non 90.000. Resti ampiamente sotto il limite. Se i rimborsi fossero indennità chilometriche o forfait, conterebbero interamente e il totale salirebbe a 90.000 — ancora sotto 85.000? No, 90.000 supera 85.000 ma resta sotto 100.000: uscita dal 2027, non immediata.

Incassi annui (€)Effetto sul forfettarioIVA in fatturaRegime anno successivo
≤ 85.000PermanenzaNo (esente)Forfettario (se altri requisiti OK)
85.001 – 99.999Permanenza anno in corsoNo fino a fine annoOrdinario
> 100.000Uscita immediataSì dallo sforamentoOrdinario

Prima di accettare un incarico che ti avvicina alla soglia, simula imposta e netto con il calcolatore forfettario MonEconomy e valuta se il passaggio all'ordinario — con deduzione delle spese — conviene economicamente usando il confronto forfettario vs ordinario.

Come monitorare il limite durante l'anno e gestire l'uscita

Il regime forfettario limite 85000 2026 non si controlla a dicembre: conviene un monitoraggio mensile o trimestrale degli incassi cumulati, soprattutto se lavori a progetto con pagamenti concentrati o se sei vicino alla soglia.

Checklist operativa

  1. Registro incassi — Excel, app o software: data, cliente, importo, distinzione tra compenso, rimborso analitico e anticipazione art. 15.
  2. Totale progressivo — Somma solo ricavi/compensi percepiti; escludi rimborsi analitici qualificati se adotti quella lettura.
  3. Soglia personalizzata — Se hai aperto a metà anno, calcola il ragguagliamento (85.000 × giorni/365) e imposta alert al 80% e 95%.
  4. Attività miste — Somma tutti i codici ATECO e tutte le Partite IVA collegate se rientri nelle cause di esclusione per partecipazioni.
  5. Acquisti — In forfettario non detrai IVA; se superi 100.000, valuta subito l'impatto della rettifica sugli acquisti (art. 19-bis2).

Cosa fare se superi 85.000 ma resti sotto 100.000

Non serve alcuna comunicazione immediata all'Agenzia delle Entrate: l'effetto si produce automaticamente in dichiarazione. Prepara però il passaggio al regime ordinario:

  • Comunicazione di variazione regime IVA (se prevista dal tuo profilo)
  • Adeguamento software fatturazione elettronica per IVA dal 1° gennaio
  • Valutazione contabilità ordinaria o semplificata
  • Ricalcolo acconti imposta (IRPEF invece di sostitutiva)
  • Revisione prezzi: in ordinario l'IVA è a carico del cliente ma incide su competitività

Cosa fare se superi 100.000 in corso d'anno

Agisci subito:

  • Identifica l'incasso che ha causato lo sforamento
  • Integra le fatture successive con IVA o emetti nota di debito per le operazioni oltre soglia (Circ. 32/E/2023)
  • Consulta il commercialista per dichiarazione 2026 con doppio regime (forfettario fino allo sforamento, ordinario dopo — con effetti retroattivi sulle imposte dirette)
  • Non emettere più fatture «forfettarie» senza IVA dopo lo sforamento

Spese per personale: la soglia dei 20.000 €

Oltre al limite ricavi, ricorda la soglia parallela delle 20.000 euro lordi per spese di lavoro dipendente, collaboratori e lavoro accessorio nell'anno precedente. Superarla comporta uscita dal forfettario dall'anno successivo, indipendentemente dal fatturato. Se assumi un collaboratore a progetto, monitora anche questo tetto.

Per il calendario dei versamenti (acconti imposta sostitutiva 30 giugno e 30 novembre, rate INPS) consulta scadenze fiscali MonEconomy e la pagina sintetica sulle soglie forfettario 2026.

Strumenti MonEconomy, errori da evitare e domande frequenti

Capire il regime forfettario limite 85000 2026 è il primo passo; il secondo è tradurlo in numeri concreti per tasse, accantonamenti e decisioni di business.

Strumenti consigliati

Errori frequenti sul limite 85.000 euro

  1. Confondere fatturato e incassi — La soglia guarda i percepiti, non le fatture emesse ma non pagate.
  2. Ignorare il ragguagliamento — Chi apre a ottobre pensa di poter incassare 85.000; in realtà il limite è circa 21.400 euro.
  3. Credere che 85.000 = uscita immediata — Solo oltre 100.000 euro esci nell'anno; tra 85.000 e 100.000 hai un «anno di transizione» fiscale.
  4. Non sommare attività multiple — Due attività ATECO diverse: i ricavi si cumulano.
  5. Includere rimborsi analitici senza requisiti — Forfait, chilometriche e rimborsi non tracciati contano tutti verso la soglia.
  6. Dimenticare la soglia 20.000 € per il personale — Assumere un collaboratore può farti uscire anche con fatturato basso.
  7. Non preparare il passaggio all'ordinario — Superare 85.000 a settembre lascia pochi mesi per organizzare IVA e contabilità dal gennaio successivo.

Regime forfettario limite 85000 e Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) non ha modificato le soglie né l'aliquota sostitutiva. Eventuali future revisioni (ipotesi discusse in passato di innalzamento a 100.000 o introduzione di scaglioni) non sono in vigore al momento della pubblicazione di questa guida. Verifica sempre le schede aggiornate dell'Agenzia delle Entrate sul regime forfettario prima della dichiarazione dei redditi.

Il limite di 85.000 euro resta uno dei vantaggi principali del forfettario per piccoli professionisti e imprese individuali: fiscalità semplificata, niente IVA in fattura, imposta sostitutiva al 5% o 15%. Monitorarlo con disciplina evita sorprese a fine anno e ti permette di pianificare crescita, investimenti e — se necessario — il passaggio consapevole al regime ordinario. MonEconomy pubblica guide e simulatori a scopo informativo; per casi complessi (attività miste, superamento 100.000, rimborsi borderline) affidati a un commercialista.

Domande frequenti

Qual è il limite del regime forfettario nel 2026?

85.000 euro di ricavi o compensi percepiti nell'anno precedente (ragguagliati ad anno se attività nuova). Superando 100.000 euro nell'anno in corso esci immediatamente; tra 85.000 e 100.000 esci dall'anno successivo.

Cosa succede se supero 85.000 euro nel 2026?

Se resti sotto 100.000 euro, resti in forfettario per tutto il 2026 e paghi l'imposta sostitutiva normalmente. Dal 1° gennaio 2027 passi al regime ordinario con IVA, IRPEF a scaglioni e deduzione analitica dei costi.

Cosa succede se supero 100.000 euro di incassi nel 2026?

Il regime forfettario cessa nell'anno stesso. Devi applicare l'IVA sulle operazioni successive allo sforamento (integrazione fattura o nota di debito) e in dichiarazione rientri nel regime ordinario per le imposte dirette dall'inizio dell'anno.

Il limite 85.000 si ragguaglia se apro Partita IVA a metà anno?

Sì, per la soglia di accesso/permanenza: 85.000 × giorni di attività ÷ 365. Esempio: apertura 1° settembre = limite 28.410,96 euro fino al 31 dicembre. La soglia di 100.000 euro per l'uscita immediata non si ragguaglia.

Si calcola su fatturato o su incassi percepiti?

Sugli incassi percepiti (principio di cassa), non sul fatturato emesso ma non riscosso. Contano ricavi per le imprese e compensi per i professionisti, al netto di anticipazioni art. 15 e — se qualificati — rimborsi analitici dal 2025.

I rimborsi spese contano per il limite 85.000 euro?

Dipende dalla qualificazione. I rimborsi analitici di spese documentate, addebitati puntualmente e (per vitto/alloggio/viaggio in Italia) pagati con strumenti tracciabili, dal 2025 non concorrono al reddito e secondo l'interpretazione prevalente neanche alle soglie. Indennità chilometriche, diarie e forfait sì.

Posso restare in forfettario con più di 85.000 euro di fatturato?

Sì, fino a 99.999 euro di incassi annui resti in forfettario nell'anno del superamento. Oltre 100.000 euro l'uscita è immediata. Oltre 85.000 esci comunque dal forfettario dall'anno successivo.

Come simulo imposta e netto rispetto al limite forfettario?

Usa il calcolatore regime forfettario MonEconomy: inserisci gli incassi (non la soglia), scegli coefficiente ATECO e aliquota 5% o 15%. Per il passaggio all'ordinario prova anche il confronto forfettario vs ordinario nell'hub Partita IVA.